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domenica 1 giugno 2014


La sgranatrice 


"E' bello lavorare così. I bambini corrono contenti. Hai sentito che c'è una macchina per raccogliere il cotone? Sì l'ho sentito. Pensi che la porteranno pure qui? Bè se la portano..dice che i braccianti non li vorranno più[...] C'è il cotone che s'impiglia nel fildiferro delle recinzioni, c'è il cotone che s'appallottola e rotola sulla strada quando soffia il vento. E c'è il cotone bianco e lindo del raccolto, che va alla sgranatrice. E le grosse balle bitorzolute alla pressa." (pag.567)


"I carrelli con le sponde di rete vennero agganciati a camion con le sponde di rete, e i camion imboccarono lo stradone e si avviarono alla sgranatrice. Il cotone si sfrangiava tra le maglie delle sponde, e piccole nubi di cotone svolazzavano nell'aria, e filamenti di cotone s'impigliavano e s'intrecciavano coi cardi lungo la strada." (pag. 597)




domenica 25 maggio 2014




Il vomere




"Arrivarono ansimando davanti al fienile e trovarono riparo sotto la tettoia. Da quel lato non c'erano porte. Si scorgevano arnesi arrugginiti sparsi qua e là: un vecchio vomere, una sarchiatrice rotta, una ruota di carriola." (pag.630)







Il vomere è una parte dell'aratro, che si occupa di tagliare orizzontalmente la terra.



sabato 24 maggio 2014


La sarchiatrice


"Si scorgevano arnesi arrugginiti qua e là: un vecchio vomere, una sarchiatrice rotta, una ruota di carriola." (pag. 630)




venerdì 2 maggio 2014



L'aratro


"[..] Poi indugiò sulla soglia del capanno attrezzi, dove non c'erano più attrezzi, solo una punta d'aratro spezzata, un rotolo di fildiferro in un angolo[...]" (pag.57)



L'aratro (lat. aratrum, dalla stessa radice di arare "arare"), utilizzato per l'aratura, è costituito da una trave sulla quale sono innestati un coltello che taglia la terra verticalmente, un vomere che la taglia orizzontalmente e un versoio che serve per capovolgere la zolla e frantumarla; posteriormente può essere dotato di stegole. Può essere sia a traino animale che meccanico, in alcuni casi dotato di ruote. 


Figura 1: aratro meccanico.



Figura 2: aratro antico.



L'aratro venne inventato dai Sumeri verso il 3500 a.C. (notizia dedotta dal ritrovamento di tavole raffiguranti un aratro stilizzato), ma neanche uno si è conservato fino ai nostri giorni; in seguito dalla Mesopotamia l'aratro si diffonde anche in Europa. I primi aratri erano delle semplici costruzioni in legno con una struttura portante e un bastone verticale, trainata sul terreno per solcarlo; successivamente venne aggiunto il vomere alla struttura, non in legno bensì in ferro. Solo a partire dal '700 vennero costruiti gli aratri in metallo: il primo modello fu quello di Joseph Foljambe del 1730; nel 1830 invece comparve il primo aratro in acciaio, fatto costruire da John Deere. In seguito nacquero gli aratri con le ruote, il seggiolino, l'uso di più vomeri e l'aggiunta di uno o due animali da traino, a seconda del tipo di terreno da arare. Gli aratri moderni vengono montati direttamente su un trattore, evitando quindi l'utilizzo di animali da traino, e consentendo l'utilizzo di ben sei versoi.


Nel testo viene citato numerose volte questo attrezzo, vista l'utilità; a pagina 122 viene nominato l'Aratro Sears Roebuck della Sears, Roebuck & Co.


mercoledì 23 aprile 2014


I trattori


"I trattori arrivavano sulle strade e per i campi, grandi animali che avanzavano come insetti, dotati dell'incredibile forza degli insetti. Avanzavano sul terreno tracciando la pista, poi la battevano, poi la ripercorrevano. Trattori diesel, che da fermi tossicchiavano, appena messi in marcia tuonavano, e infine si assestavano su un borbottio sordo. Mostri camusi che sollevavano la polvere e ci ficcavano il grugno, percorrendo la campagna in un senso o nell'altro, attraverso recinzioni, attraverso aie, su e giù per forre in linea retta. Non seguivano l'andamento del terreno, seguivano piste tutte loro. Ignoravano poggi e fossi, corsi d'acqua, recinzioni, case.[...]Il tuono dei cilindri rimbombava per i campi, faceva tutt'uno con l'aria e la terra, tanto che terra e aria risuonavano di un'identica vibrazione. Il trattorista non poteva controllarlo: avanzava dritto nel cuore della campagna, infilzando dozzine di fattorie per poi tornare indietro in linea retta, senza deviare mai. Per deviare bastava tirare una leva, ma la mano del trattorista non poteva tirarla, perché il mostro che aveva costruito il trattore, il mostro che aveva mandato il trattore, era riuscito a penetrare nelle mani del trattorista, nel suo cervello e nei suoi muscoli, lo aveva bendato e imbavagliato[...]Dietro il trattore ruotavano i dischi scintillanti che squarciavano la terra con le lame: chirurgia, non aratura, con la terra squarciata sospinta a destra, mentre la seconda fila di dischi la squarciava e la sospingeva a sinistra; scintillanti lame taglienti, lucidate dalla terra squarciata. Dietro gli erpici ecco le lunghe seminatrici- dodici verghe di ferro erette in fonderia, orgasmi regolati da ingranaggi, che violavano metodicamente, violavano senza passione".(pag. 49)



Figura 1: trattore agricolo a benzina



Il testo riassume brevemente il funzionamento dei trattori utilizzati negli anni della narrazione, spiegando come il lavoro che il trattore compiva fosse indipendente dal trattorista stesso, che era visto quasi come un pezzo stesso del macchinario.

D'altronde in tutto il testo sono presenti continue critiche, seppur non espresse esplicitamente, ad una delle principali invenzioni tecnologiche, che toglieva il lavoro alle persone, da sempre abituate a coltivare ed arare la terra con le proprie mani.
Non a caso il trattore venne proprio introdotto dalle stesse banche, quelle banche che costringeranno gli abitanti a migrare verso la California.

Figura 2: trattore agricolo moderno.


Il trattore agricolo è un veicolo utilizzato per l'aratura dei campi, in sostituzione degli aratri a trazione animale; è costituito da un telaio su cui vengono montati un motore, gli organi di trasmissione e le ruote. In quelli meno potenti solo le ruote posteriori sono motrici, mentre quelle anteriori sono le direttrici, mentre in quelli più recenti alcune parti sono state eliminati per rendere il trattore più resistente e compatto. Il motore era inizialmente del tipo a benzina, per poi essere sostituito, da quello a iniezione (diesel).

http://www.agriprel.it/Repository/deposito/lg01/LG%20Bergamo%20suddivise/CAP10_trattore.htm




martedì 15 aprile 2014


Il carro

Nei primi capitoli del libro, svariate volte, si citano numerosi macchinari utilizzati per il lavoro nei campi; uno di questi è il carro.

"Sulle strade percorse dai carri, lì dove le ruote macinavano il suolo e gli zoccoli dei cavalli lo percuotevano, la crosta di terra si frantumava in polvere". (pag. 4)

"[...] Zio John se n'è arrivato con sei bobine di fildiferro sul carro". (pag. 41)

























                                
  Figura 2: carro a trazione meccanica.















Il carro è un veicolo per il trasporto di materiali vari, costituito da un piano di carico di legno, che grava su uno o due assi ai cui estremi sono libere di girare le ruote. Inizialmente si sfruttava la trazione animale e poteva presentare due o quattro ruote. Nel IV millennio il carro veniva utilizzato in Asia Minore, in India, in Cina e nel sud-est asiatico; in seguito comparve in Egitto e nell'area mediterranea. Nella sua prima forma presentava due ruote e la cassa poggiava direttamente sull'asse; l'animale, legato ad una cinghia, faceva leva su una barra trasversale all'estremo del timone. Inizialmente l'utilizzo del carro si limitava al trasporto di cose, in epoca romana venne esteso anche al trasporto di persone, presentando strutture differenti a seconda dello scopo per la quale veniva costruito. Fino al XIV secolo venne usato come mezzo di trasporto, a partire dal XX secolo il suo utilizzo si estese soprattutto ai lavori agricoli. Oltre a quelli citati esistono per esempio anche i carri ferroviari e i carri da guerra. L'introduzione del carro a trazione meccanica avvenne solo con l'invenzione della macchina a vapore e dei motori endotermici, che permisero di migliorarne le prestazioni.