mercoledì 14 maggio 2014


Fordismo 


"Non importa. Io non voglio roba che c'entra con Henry Ford. Non mi piace. Non m'è mai piaciuto. Ho un fratello che lavorava alla Ford. Dovresti sentirlo." (pag. 217)






Il testo non fa esplicitamente menzione del fenomeno storico-culturale noto come Fordismo, ma è importante evidenziare come questa frase implicitamente rimandi alle innovazioni introdotte, proprio negli anni '30 (periodo in cui il libro è ambientato), da Henry Ford, fondatore della casa automobilistica. Le innovazioni da lui introdotte, come l'assembly-line, furono oggetto di numerose critiche e in primis da chi nelle fabbriche ci lavorava. In parte può essere interpretato come un pensiero dell'autore stesso, che non a caso, inserisce nella narrazione vere e proprie frasi di critica e di denuncia.



Il fonografo automatico


Il fonografo automatico, comunemente noto come giradischi si diffonde a partire dal 1870 e viene ampiamente utilizzato fino agli anni '80 del Novecento, per essere poi rimpiazzato da strumenti più innovativi.


"L'altro uomo infila un nichelino nel fonografo, osserva il disco sfilarsi dal mucchio e il giradischi salire dal basso. La voce di Bing Crosby, la voce d'oro: "Grazie per il ricordo di scottature sulla sabbia...m'hai fatto morire di rabbia...ma almeno non di noia.." (pag. 220)


"Il giradischi si abbassa e il disco torna al suo posto nel mucchio. La luce viola si spegne. Il nichelino, quello che ha messo in marcia l'intero meccanismo, quello che ha convinto Bing Crosby a cantare e un'intera orchestra a suonare, scivola tra i due punti di contatto e cade nella scatola dove finiscono gli incassi." (pag. 221)





                                            



martedì 13 maggio 2014


La pompa di benzina


Le stazioni di servizio o di rifornimento sono delle strutture attrezzate per la distribuzione del carburante o spesso per la pulizia e per piccole riparazioni del veicolo, eretta come costruzione a sé stante lungo le strade extraurbane, e nell'interno di città e paesi. (fonte: Treccani)

"Nei pressi di Paden, c'era uno spiazzo con un capanno e due pompe di benzina; lì accanto, davanti a una staccionata c'era un rubinetto dell'acqua con un tubo di gomma." (pag. 175)



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lunedì 12 maggio 2014


La zappa


"Come attrezzi avevano una pala e una zappa." (pag. 199)




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Oklahoma City



"Da Paden a Meeker, tredici miglia; da Meeker ad Harrah, quattordici miglia; e poi ecco Oklahoma City, la grande città. Tom ci passo dritto in mezzo. Mà si svegliò e osservò le sttrade mentre attraversavano la città. Gli altri, in cima al carico, guardavano sbalorditi i grandi negozi, le case a più piani, gli immensi palazzi per gli uffici. E poi i palazzi si fecero più piccoli e i negozi più piccoli. E cominciarono le aree dismesse, le bettole, le balere di periferia." (pag. 185)







Figura: Oklahoma City negli anni '30.

All'interno della bettola


"Lungo la 66, le bettole: Al & Susy's Place, Carl's Lunch, Joe & Minnie, Will's Eats. Baracche di legno e lamiera. Due pompe di benzina nello spiazzo, una porta a rete, un bancone lungo, sgabelli, sbarra per poggiare i piedi. Accanto alla porta, tre slot machine, con la vetrina che ostenta il patrimonio di nichelini garantito da un tris di stelle. Lì accanto, il fonografo automatico, con i dischi impilati come strati di torta, pronti a scivolare sul giradischi e a suonare musica da ballo, Ti-pi-ti-pi-tin, Thanks for the memory, Bing Crosby, Benny Goodman. A un'estremità del bancone una vetrinetta: pastiglie per la tosse, compresse di caffeina Spleepless e No-doze; caramelle, sigarette, lamette da barba, aspirina, Alka-Seltzer, Bromo-Seltzer. Pareti decorate con manifesti [...] una bottiglia di Coca-Cola e in bocca il sorriso...se mi vuoi, beci Coca-Cola. Bancone lungo, con saliere, pepiere, vasetti per la senape, salviette di carta. Oltre il bancone, spine da birra; accanto, bricchi lustri e fumanti, con scanalature di vetro per mostrare il livello del caffè."

sabato 10 maggio 2014



Route 66


"La Route 66 è la principale strada migratoria. La 66, lungo sentiero d'asfalto che attraversa la nazione, serpeggiando dolcemente su e giù per la carta, dal Mississipi a Bakersfield, attraverso le terre rosse e le terre grigie, inerpicandosi su per le montagne, superando valichi e planando nel deserto terribile e luminoso, e dopo il deserto di nuovo sulle montagne fino alle ricche valli della California. La 66 è il sentiero di un popolo in fuga, di chi scappa dalla polvere e dal rattrappirsi delle campagne, dal tuono dei trattori e dal rattrappirsi delle proprietà, dalla lenta invasione del deserto verso il Nord, dai turbinosi venti che arrivano ululando dal Texas, dalle inondazioni che non portano ricchezza alla terra e la depredano di ogni ricchezza, residua. Da tutto ciò la gente è in fuga, e si riversa sulla 66 dagli affluenti di campagna. La 66 è la strada madre, la strada della fuga. La 64 da Clarksville, Ozark, Van Buren e Fort Smith, fino all'Arkansas. E tutte le strade che portano a Oklahoma City: la 66 che scende da Tulsa e la 270 che sale da McAlester. La 81: da Wichita Falls a sud e da Enid a Nord. Edmond, McLoud, Purcell. La 66 per uscire da Oklahoma City; El Reno e Clinton sulla 66 andando verso ovest. Hydro, Elk City, Texola...e finisce l'Oklahoma. La 66 attraverso il corridoio del Texas: Shamrock e McLean, Conway e Amarillo la gialla, Wildorado e Boise...e finisce il Texas. Tucumcari e Santa Rosa, poi su per le montagne del New Mexico. E ora le catene montuose. Holbrook, Winslow e Flagstaff tra le vette dell'Arizona. Poi il grande altopiano che scorre come un'onda di terra.  Ashfork e Kingma e di nuovo montagne rocciose, dove l'acqua va comprata a caro prezzo. Poi lasciate alle spalle le vette dell'Arizona tormentate dal sole, ecco il Colorado, con gli argini verdi di giunchi...e finisce l'Arizona. La California è proprio al di là del fiume, con una graziosa cittadina per cominciare. Needles, sul fiume. Ma il fiume non è di casa in questa zona. Da Needles si sale e si scavalca una cima riarsa e dall'altra parte c'è il deserto. E la 66 attraversa il deserto terribile, dove la distanza pulsa e il centro dell'orizzonte è tarpato dall'incombere di montagne cupe. Finalmente ecco Barstow, e poi ancora deserto fino al sorgere di altre montagne, stavolta montagne buone, e la 66 vi serpeggia dentro. Poi all'improvviso un valico e sotto c'è la bella vallata, sotto ci sono i vigneti e gli aranceti e le piccole case,e in lontananza una città. E...oh, buon Dio, è finita." (pag.165-166)